
Il mercato francese dei pellet di legno attraversa una fase di relativa stabilità da diversi mesi, ma i segnali per l’autunno 2026 indicano un’inflessione. In questo contesto, i marchi della grande distribuzione come E.Leclerc rimangono un punto di riferimento per le famiglie che riscaldano con i pellet. I prezzi esposti in negozio variano a seconda della regione, del marchio del pellet e del formato di acquisto, il che rende il confronto meno semplice di quanto sembri.
Aumento previsto a settembre 2026: cosa indicano i dati di mercato
Il consiglio di acquistare fuori stagione torna ogni anno, ma la situazione per l’autunno 2026 merita un’illuminazione più precisa a partire dai dati recenti.
Secondo le tendenze osservate nel mercato europeo e riportate da siti specializzati come Pelleteco, si prevede un aumento progressivo dei prezzi a partire da settembre 2026. I livelli per tonnellata in pallet potrebbero superare i 450 euro a settembre se la domanda segue lo schema abituale di pre-stagione.
Questa proiezione si basa su un meccanismo classico: la ricostituzione delle scorte da parte dei distributori nel secondo semestre fa aumentare i prezzi di acquisto presso i produttori, e questa tensione si riflette sul prezzo finale in negozio. Il fenomeno non è nuovo, ma assume una dimensione particolare nel 2026 perché la filiera legno francese affronta costi logistici in aumento, in particolare legati alle conseguenze degli incendi boschivi recenti sull’approvvigionamento.
Per seguire l’evoluzione del prezzo del sacco di pellet Leclerc 2026, è utile monitorare le tariffe già dal mese di luglio, quando le prime consegne di stagione arrivano in magazzino.

Prezzo al chilo da Leclerc: l’unico indicatore affidabile per confrontare
I prezzi rilevati nelle fonti disponibili collocano il sacco da 15 kg da E.Leclerc in un intervallo che va da circa 3,50 euro a poco meno di 6 euro. Questa differenza può sorprendere, ma si spiega con diversi fattori che si accumulano.
Il prezzo al chilo rimane l’unico parametro pertinente per confrontare due offerte. Un sacco esposto a un prezzo attraente ma confezionato in 10 kg può risultare più costoso al chilo rispetto a un sacco da 15 kg venduto a pochi centesimi in più.
Cosa fa variare il prezzo da un negozio all’altro
- La certificazione del pellet (DINplus, NF Biocombustibili) influisce direttamente sul costo di produzione e quindi sul prezzo in negozio. Un pellet certificato DINplus limita l’incrostazione della stufa, il che giustifica un sovrapprezzo all’acquisto.
- La zona geografica del negozio incide sui costi di trasporto dalla fabbrica. Un Leclerc situato vicino a un mulino o a un impianto di granulazione presenterà spesso un prezzo inferiore.
- Le operazioni promozionali occasionali, variabili da un negozio all’altro, possono far scendere il prezzo unitario in modo significativo, talvolta sotto la soglia dei 4 euro per il sacco da 15 kg.
D’altra parte, i dati disponibili non permettono di concludere che un formato (sacco o pallet) sia sistematicamente più vantaggioso. Alcuni feedback indicano che il pallet non è sempre meno costoso al chilo rispetto al sacco singolo, soprattutto quando le spese di consegna sono incluse nel prezzo del pallet ma non in quello del sacco.
Aiuti MaPrimeRénov’ in calo: un parametro dimenticato nel calcolo del costo di riscaldamento
I contenuti che trattano del prezzo dei pellet Leclerc isolano questa tariffa dal resto dell’equazione economica. Il costo reale del riscaldamento con i pellet non si limita al prezzo del combustibile.
L’associazione Propellet indica che gli aiuti MaPrimeRénov’ per i sistemi a pellet hanno subito due riduzioni successive, la prima nel 2024, la seconda durante un successivo adeguamento. Questa doppia riduzione modifica il calcolo per le famiglie che intendono installare una stufa o una caldaia a pellet.
Una famiglia che avrebbe beneficiato di un aiuto consistente due anni fa deve ora contare su un resto a carico nettamente più elevato. Il prezzo del sacco di pellet, anche competitivo da Leclerc, non compensa da solo questo sovraccosto per l’attrezzatura iniziale.
Redditività del pellet rispetto ad altre energie
Il pellet di legno mantiene un vantaggio di prezzo rispetto all’elettricità in costo per chilowattora prodotto. I dati disponibili nei confronti collocano il pellet intorno a 7-8 centesimi per kWh, contro circa 20 centesimi per l’elettricità a tariffa regolamentata.
Questa differenza rimane significativa per un uso come riscaldamento principale. Al contrario, per una stufa di supporto utilizzata poche settimane all’anno, il risparmio realizzato sul combustibile non giustifica sempre l’investimento in un apparecchio dedicato, soprattutto con aiuti in calo.

Stoccaggio dei pellet: il fattore invisibile che influisce sul rendimento
Un sacco di pellet mal stoccato perde potere calorifico prima ancora di essere versato nel serbatoio della stufa. L’umidità è il nemico principale del pellet, e questo punto è raramente quantificato dagli acquirenti.
Un pellet che assorbe l’umidità ambientale si disgrega parzialmente, produce più ceneri e rilascia meno calore per chilo. Il prezzo al chilo esposto in negozio riflette quindi il costo reale solo se lo stoccaggio preserva la qualità del combustibile.
- Stoccare i sacchi in un locale secco, al riparo dalle variazioni di temperatura, idealmente sollevati su un pallet di legno per evitare il contatto con un pavimento potenzialmente umido.
- Utilizzare in priorità i sacchi più vecchi per evitare una degradazione progressiva del pellet sul fondo dello stock.
- Controllare l’integrità dell’imballaggio alla consegna: un sacco forato o strappato lascia entrare l’umidità già durante il trasporto.
Un pellet ben stoccato restituisce la totalità del suo potere calorifico, il che significa pagare meno per ogni chilowattora prodotto. Al contrario, uno stoccaggio trascurato può annullare il risparmio realizzato acquistando al miglior prezzo da Leclerc o altrove.
Il prezzo del sacco di pellet da Leclerc nel 2026 si colloca nella media del mercato francese, con variazioni locali talvolta marcate. La finestra di acquisto più favorevole rimane la primavera e l’inizio dell’estate, prima dell’aumento dei prezzi previsto a settembre.